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Recensione: Rusty Dogs – Le vittime della pace

Siamo stati contattati dall’autore Alessio Adami per una recensione del suo ultimo romanzo.
Procedo alla recensione ringraziando molto l’autore e scusandomi per il troppo tempo richiesto.

Trama

Il libro, secondo capitolo della serie Rusty Dogs, si svolge ai giorni nostri e narra le gesta di un gruppo di rivoluzionari i Rusty Dogs.
Ci troviamo in un mondo dove la popolazione viene indotta inconsapevolmente a utilizzare ossessivamente la tecnologia, con lo scopo di controllarla e sopratutto mapparla geneticamente. Dietro le fila infatti agisce un gruppo di alieni interessati solo a scovare alcune rare perle genetiche.
Solo una sparuta parte della popolazione ne è a conoscenza fra cui i Rusty Dogs che ovviamente si ribellano.
Lo spunto non è male. Non parliamo di una rivoluzione vera e propria dove si agisce alla luce del sole contro un nemico visibile e di pubblico dominio, bensì qui si lotta nell’ombra contro un nemico che pochi conoscono quindi che si vinca o si perda nessuno se ne renderà conto e chi se ne renderà conto non saprà mai chi ha lottato e come.
Anche se la trama può sembrare un po’ un mix di film e classici della letteratura, vi assicuro che non è così. Ci sono molti spunti interessanti e pur essendo il secondo capitolo si riesce a leggerlo anche singolarmente.

Scelte stilistiche

Ho apprezzato la scelta stilistica di far iniziare sempre i capitoli su una pagina dispari, anche se forse numerarli avrebbe creato meno problemi a chi come me ha un brutto rapporto con i segnalibri e i libri cartacei.

Note negative

Devo arrivare purtroppo alle note negative, non avendo apprezzato alcune parti del libro.
A mio parere si fa un uso troppo frequente ed esplicito della componente sessuale.
Il messaggio che si vuole dare grazie a questa componente è chiaro: possiamo morire da un momento all’altro quindi abbiamo bisogno di calore umano, ma forse 30 pagine di atti sessuali espliciti (e con dovizia di particolari) in un libro di 267 sono un po’ troppe, sopratutto se si conta che più o meno 15 sono vuote (come detto per una scelta stilistica tutti i capitoli iniziano da pagina dispari).

Conclusioni

In conclusione Rusty Dogs è un romanzo che consiglio a tutti perché scritto molto bene con il suo linguaggio semplice e diretto senza mai annoiare nella sua combinazione fantascienza noir.

Ringraziamo tantissimo Alessio Adami che è stato gentilissimo ad inviarci una copia cartacea del romanzo per la stesura di questa recensione.

Autore dell'articolo: fabrizio

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