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Manjaro Linux: Recensione

Dopo anni di Ubuntu (e di pigrizia informatica) ho deciso di sperimentare nuove distribuzioni sul mio mitico portatile convertibile, la scelta è caduta su Manjaro Linux 20 versione Gnome.
Anticipo che sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Cos’è Manjaro

Distrowatch la definisce come:

Manjaro Linux is a fast, user-friendly, desktop-oriented operating system based on Arch Linux.

Che tradotto da un’idea generale ma esaustiva di quello che troviamo davanti:

Manjaro Linux è un sistema operativo veloce, user-friendly e orientato al desktop basato su Arch Linux.

Storia della macchina

La macchina non è potente (anche se fa bene il suo lavoro) è dotata di:

  • Processore Intel N4000 dual core da 1,10 Ghz
  • RAM 4 GB
  • Disco 64 giga eMMC (più veloce di un hard disk tradizionale ma più lento di un normale SSD)
  • Schermo 11,6 pollici

In passato ho provato:

  • Ubuntu da 18.04 alla 20.04 (quasi sempre la distribuzione di default)
  • Fedora 32 versione Gnome
  • Manjaro 20 versione KDE (accantonata dopo pochissimo visto che non sono riuscito, anche dopo tutorial e tutorial, di far funzionare correttamente la tastiera a schermo)

Le prestazioni con tutte le versioni di Ubuntu sono più che discrete, anche se sono andate peggiorando, mentre con Fedora la macchina risultava molto più reattiva anche se con i suoi difetti (il sistema grafico di aggiornamento con riavvio obbligatorio mi ha quasi ucciso).

Manjaro 20 Gnome

Preferivo KDE ma sulla tipologia di macchina Gnome è molto più comodo e semplice da usare .

Aspetto

La distribuzione monta la versione 3.36 di Gnome Shell con poche estensioni già attive, fra le quali non figura il vetusto supporto alle icone sul desktop.
Il tema di default è applicato globalmente (shell, icone e finestre) e molto curato, si chiama Martha è disponibile anche in modalità dark.

Parco software

Di default, come è giusto che sia, abbiamo installato poco software, abbiamo:

  • Firefox come browser
  • Geany come client di posta
  • Lollypop come player multimediale
  • Libreoffice o FreeOffice come Office suite (must: durante l’installazione ci viene richiesto se vogliamo l’una o l’altra)
  • e poco altro

Kernel

Il kernel di default è il 5.7 ma è presente un ottimo tool che ci permette di cambiare versione con pochi click (volendo potremmo fare anche un pesante downgrade alla 4.4 a nostro rischio e pericolo).

Aggiornamenti e pacchetti

Dopo tanti anni di Linux mi trovo finalmente davanti un tool grafico completo e ben fatto per l’installazione e l’aggiornamento dei pacchetti.
Il software si chiama Paman ed è in grado di gestire in un unico tool i repository propri della distribuzione, AUR (il sistema di pacchettizzazione di Arch), Flatpak e anche Snap. Attivare o disattivare il supporto richiede pochissimi click.

E’ adatto alla tipologia di macchina?

Direi di si. Ho sperimentato pochissimi problemi (vedi il mancato supporto alla rotazione) ma risolvibili in pochi click (nel caso specifico è bastato installare un pacchetto tramite AUR).

Community

Purtroppo la community di distribuzioni più vecchie (Debian) o famose (Fedora e Ubuntu) non si batte, trovare la soluzione a un problema è molto più facile, anche facendo una semplice ricerca con Google. Qui i problemi si risolvono lo stesso ma con qualche ricerca in più e pochi risultati in italiano.

Galleria immagini

Conclusioni

E’ quasi inutile dirlo siamo su un altro pianeta. In Ubuntu molti componenti base girano utilizzando Snap (quindi in sandbox) e questo peggiora sensibilmente le prestazioni sopratutto se la macchina non è poi così potente.
Qui né Snap né Flatpak sono abilitati di default e anche dopo aver attivato uno dei due (o entrambi) nessun componente base ne farà uso. A livello grafico notiamo una certa cura ma non si discosta molto dal look di altre distribuzioni (al posto della dock di Ubuntu abbiamo Dash to dock presente sulla maggior parte delle altre distribuzioni).

Voto 8,5

Autore dell'articolo: fabrizio

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