ciclo dei robot

Isaac Asimov – Ciclo dei Robot

Da adolescente decisi di darmi alla lettura di romanzi di fantascienza, quale miglior inizio di Asimov?
Pian piano riuscii a reperire e leggere tutto il ciclo delle “fondazioni esteso” ma in ordine sparso o meglio, dai più famosi fino al completamento.
Ho sempre pensato che leggerli così non sia il modo migliore e dopo anni ho deciso di rileggerli nell’ordine cronologico corretto. Vediamo di descrive il primo ciclo, quello dei robot.

Ciclo esteso?

Prima di tutto un po’ di chiarezza, cosa intendo per ciclo esteso delle fondazioni?
Il nostro Asimov ha scritto così tanti libri da aver praticamente descritto i prossimi 30 mila anni del futuro dell’umanità, negli ultimi anni di carriera, forse per poter completare il lavoro di una vita o per una parziale mancanza di idee, decise di collegare fra loro le sue serie, quindi mettendo insieme i cicli Asimoviani più famosi possiamo creare un mega ciclo:

  1. Io robot (1950)
  2. Il secondo libro dei robot (1964)
  3. Antologia del bicentenario (1976)
  4. Tutti i miei robot (1982)
  5. Abissi d’acciaio (1954)
  6. Il sole nudo (1957)
  7. I robot dell’alba (1983)
  8. I robot e l’impero (1985)
  9. Le correnti dello spazio (1952)
  10. Il tiranno dei mondi (1951)
  11. Paria dei cieli (1950)
  12. Preludio alla fondazione (1988)
  13. Fondazione anno zero (1992)
  14. Cronache della galassia (1951)
  15. Il crollo della galassia centrale (1952)
  16. L’altra faccia della spirale (1953)
  17. L’orlo della fondazione (1982)
  18. Fondazione e terra (1986)

I primi otto romanzi sono definiti come Ciclo dei robot, da 9-11 Ciclo dell’impero, da 12 a 18 si parla Ciclo delle fondazioni.
In questo articolo ho deciso di parlare del ciclo dei robot riletto con qualche anno in più sulle spalle. Non sono riuscito a reperire in ebook le raccolte 2,3 e 4 (ho appena scoperto l’esistenza della numero 3 ad esempio) e pur avendo in cartaceo 2 e 4 ho deciso di saltarli.

Io robot, Il secondo libro dei robot, Antologia del bicentenario e Tutti i miei robot

Nei primi libri del ciclo, composti da racconti, si parla della creazione dei primi robot con cervello positronico da parte della U.S. Robotics e delle tre leggi della robotica (che come ogni Geek ho riportato a memoria e senza pensare):

  1. Un robot non può recar danno ad un essere umano o permettere che a causa di un suo mancato intervento un essere umano riceva danno
  2. Un robot deve obbedire agli esseri umani salvo che l’ordine non sia in contrasto con la prima legge
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, sempre che questo non vada in contrasto con la prima e la seconda legge

Nel romanzo I robot e l’impero se ne aggiunge una quarta la legge zero:

  • Un robot non può recar danno all’umanità o permettere che a causa di un suo mancato intervento l’umanità riceva danno

Le legge zero, che va modificare le successive per diventare la legge principale, diventa la chiave dell’ultimo romanzo del ciclo e di tutti i romanzi successivi.
Vi informo che le leggi della robotica e alcuni nomi di personaggi sono l’unica analogia fra i romanzi e il film Io, Robot (anche se a modo suo Vicky mette in atto la legge zero).

Abissi d’acciaio

In “Abissi d’acciaio” facciamo la conoscenza della terra 2000 anni circa dopo io robot con le città trasformate in abissi d’acciaio sotto terra e dell’umanità divisa in due categorie: terrestri e spaziali.
I terresti abituati alle loro infinite città chiuse e sotterranee soffrono di paura degli spazi aperti, odiano i robot, definiscono la nostra era medioevo e si nutrono di lieviti vegetali trattati per avere sapori e proprietà diverse, gli spaziali invece da circa 1000 anni hanno colonizzato 50 nuovi mondi dai quali hanno eliminato tutti i batteri, adorano i robot, riescono a vivere anche 400 anni e se la tirano di brutto. Gli spaziali hanno una colonia sulla terra (ovviamente unica città all’aperto) all’interno della quale viene commesso un omicidio. Indagano il robot umanoide R. Daneel Olivaw e il terrestre Elijah Baley. R. Daneel è inviato dagli spaziali ed è il co protagonista di “Abissi d’acciaio“, “Il sole nudo” e “I robot dell’alba“, il protagonista quasi assoluto di “I robot e l’impero” e l’ombra di tutti gli altri romanzi del ciclo esteso (anche se appare solo in 3).

Il sole nudo

Ne “il sole nudo” facciamo la conoscenza sul campo dei mondi spaziali (nello specifico di Solaria) e rivediamo Daneel e Elijah alle prese con un nuovo caso di omicidio.

I robot dell’alba

Ne “I robot dell’alba” facciamo la conoscenza del mondo principale degli spaziali Aurora (per la mia salute non dite a mia moglie che mia figlia si chiama Aurora per questo motivo) e di Giskard un robot non umanoide ma molto particolare. Questo secondo me è il migliore libro del ciclo si indaga su un robocidio (abbiamo sempre Elijah) e si cerca di salvare la faccia a una persona importante per la colonizzazione dello spazio da parte dei terrestri, vengono fuori idee interessanti.

I robot e l’impero

L’ultimo libro del ciclo, “I robot e l’impero”, è ambientato 200 anni dopo il precedente. Elijah è morto da 160 anni. Qui si scopriamo il vero motivo dell’abbandono della terra da parte degli umani e fa da congiunzione ideale con il ciclo dell’impero (nei romanzi della fondazione la terra è diventata una leggenda a cui nessuno crede più, mentre dal ciclo dell’impero apprendiamo che la terra è fortemente radioattiva)

Conclusioni

Ho scoperto alcune cose:

  • Asimov non ha età si gode bene a 37 anni come a 16-20 anni
  • I romanzi sono belli come li ricordavo anzi forse anche di più
  • Asimov ha scritto i 5 libri che ho letto praticamente a 30 anni di distanza ma legano benissimo, lo stile non è cambiato sembra di leggere un solo grande romanzo
  • Leggere un mega ciclo in ordine di “famosità” brutto
  • Leggere nell’ordine proposto dall’autore good

Consiglio a tutti questi romanzi e il buon Asimov, ricordate ogni Geek che si rispetti conosce a memoria le leggi della robotica.

Grazie ad un accordo di collaborazione l’articolo è stato pubblicato anche sul blog Be Geek My Friend

Autore dell'articolo: fabrizio